CDT Riccardo Francovich

La Storia

Il Centro di Documentazione del Territorio “Riccardo Francovich”

Il CDT “Riccardo Francovich” è stato istituito nel 1991 dal Comune di Scarlino per raccogliere i risultati delle ricerche archeologiche effettuate alla Rocca Pisana dal 1979 al 1983, sotto la direzione di Riccardo Francovich.

Gli scavi, che hanno gettato le basi della ricerca archeologica medievale in Italia, hanno portato alla luce numerose strutture murarie e reperti archeologici fondamentali per la conoscenza storica del territorio. Gli scavi della Rocca, infatti, hanno permesso di ricostruire le tappe principali della storia del colle di Scarlino, iniziata intorno al XII secolo a.C. Le tre sale espositive in cui si articola il museo documentano le fasi di vita e frequentazione dell’area della Rocca, mediante l’esposizione di reperti e pannelli didattico-illustrativi in italiano ed inglese.

Tracce Antichissime

La prima sala conserva i reperti riferibili ai periodi più antichi di frequentazione del sito, dall'età del Bronzo (XII-X secolo a.C.) alla fine dell'età etrusca (III secolo a.C.).

Frammenti di ceramiche d’impasto grossolano provengono dagli strati riferibili al villaggio protostorico, di cui lo scavo ha messo in luce due capanne, e tracce di strutture per la conservazione e l’immagazzinamento delle scorte alimentari. L’insediamento fu probabilmente distrutto e abbandonato in seguito ad un incendio che bruciò le capanne. 

Una piccola lucerna di terracotta risale invece all’Età del Ferro (fine VIII secolo a.C.). Di epoca etrusca (fine VII-VI secolo a.C.) sono i frammenti di ceramica riconducibili ad un’anfora per il trasporto del vino, ad una coppetta e ad una piccola olla utilizzata per la conservazione del cibo. In questo periodo il colle era occupato da un insediamento nel quale si svolgevano attività metallurgiche, in particolare la riduzione del minerale di ferro, l’ematite, proveniente dall’Isola d’Elba. 

Ad un periodo successivo, tra IV e II secolo a.C., sono da attribuire reperti per la conservazione e il consumo del cibo. In questa fase il colle era occupato da un imponente struttura difensiva, una vera e propria fortezza che dominava il golfo di Follonica e l’Isola d’Elba.

La vetrina sul lato sinistro della prima sala espone gli oggetti e gli ornamenti di età moderna provenienti dalle aree cimiteriali esterne ed interne alla chiesa castellana. Vi sono medaglie votive in bronzo; anelli digitali in oro, argento e bronzo; oggetti di uso quotidiano come pipe, ditali, fibbie, bottoni, pendagli.

Secoli di Trasformazioni

La seconda sala ospita una grande varietà di bellissime ceramiche

La seconda sala ospita una grande varietà di bellissime ceramiche prodotte tra il IX e il XVIII secolo: ceramiche d’importazione dal bacino del Mediterraneo (Liguria, Tunisia, Grecia bizantina), produzioni locali, maioliche arcaiche, ceramiche ingobbiate e graffite.  Nel IX secolo la parte sommitale della collina di Scarlino divenne probabilmente il centro amministrativo di un’azienda curtense, caratterizzata da nuove tipologie costruttive e da una prima forma di distribuzione gerarchizzata degli spazi. Questo processo raggiunse il suo culmine tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, quando fu costruita una chiesa in muratura decorata con affreschi. 

Alla fine del XIII secolo Scarlino passò sotto il dominio politico e militare della città di Pisa che, per controllare i nuovi territori, costruì sulla sommità del colle l’edificio fortificato della Rocca. Alla fase pisana di XIV e XV secolo risalgono i boccali, i catini, le scodelle e le ciotole in maiolica, un’anforetta, un coperchio e due fuseruole, un’olla, un boccale, una brocchetta invetriata verde e un tegame invetriato su impasto grezzo.

Vi sono poi le ceramiche riferibili all’epoca della Signoria degli Appiani, tra XV e XVI secolo, tra cui un albarello, una brocca in maiolica policroma e un boccale in ceramica ingubbiata e graffita policroma. E le ceramiche databili dal XVI al XVIII secolo: piatti, boccali, ciotole e scodelle in maiolica e piatti, catini, ciotole e scodelle in ceramica ingubbiata e graffita. Pannelli didattici descrivono le cinque principali fasi di vita dell’insediamento sul colle di Scarlino: dai resti antichi più imponenti della fortezza tardo-etrusca, al villaggio di capanne di VI secolo trasformato prima in castello, sotto la signoria degli Aldobrandeschi, poi in rocca con funzioni militari, sotto il comune di Pisa. 

Una piccola bacheca espone le monete rinvenute durante gli scavi sul colle di Scarlino. Si tratta di un numero piuttosto esiguo di esemplari che tuttavia attestano la lunga frequentazione del sito, dal III secolo a.C., testimoniato da un asse in bronzo, fino alla seconda metà del XVII secolo, con una moneta del Principe di Piombino.

10 Cose da non perdere

Risalgono a 3000 anni fa le tracce più antiche di un insediamento sul colle di Scarlino. Sono frammenti di ceramiche d’impasto grossolano della tarda età del Bronzo (XII-X secolo a.C.), provenienti da un villaggio di capanne e strutture per la conservazione degli alimenti. Vi sono anche una piccola lucerna di terracotta dell’età del Ferro (fine VIII secolo a.C.) e reperti riferibili a tutto il periodo etrusco (fine VII – III secolo a.C.). Si tratta di frammenti riconducibili ad un’anfora per il trasporto del vino e ad un grande contenitore chiamato dolio, utilizzato per la conservazione degli alimenti; ceramiche da tavola a vernice nera, alcune con decorazioni sovradipinte.

Si tratta di un esiguo numero di monete, in mistura, bronzo e argento che attestano la lunga frequentazione sulla sommità del colle. Dal III secolo a.C., testimoniato da un asse in bronzo, fino alla seconda metà del XVII secolo, con una moneta del Principe di Piombino.

E’ l’oggetto più antico ritrovato nell’area cimiteriale della chiesa castellana. Si tratta di una fibula (spilla per abiti) del tipo “a disco” con castone rilevato, decorato con un animale fantastico. Realizzata in bronzo, conserva tracce di smalto verde e rosso. Risale al IX secolo d.C.

Frammenti dell’affresco che decorava le pareti interne della prima chiesa castellana, costruita sulla sommità del colle tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, quando l’abitato era il centro di un’azienda curtense. I frammenti suggeriscono un disegno decorativo composto da motivi vegetali e figure umane. 

Sono cinque frammenti di ceramiche provenienti dalla Liguria, dalla Tunisia e dalla Grecia bizantina, databili tra IX e XIII secolo. Rappresentano la traccia materiale della rete di scambio di ampio raggio in cui Scarlino era inserita.

Ceramiche da tavola e da cucina risalenti al periodo compreso tra il XIV e XV secolo, quando Scarlino era un dominio di Pisa. Si tratta di boccali, scodelle, catini e ciotole in maiolica; un’olla e un tegame d’impasto grezzo per la cottura dei cibi, insieme ad altri oggetti di uso quotidiano. 

Bellissimi esemplari ceramici in maiolica policroma ed ingubbiata graffita policroma, databili dal XV al XVII secolo, quando Scarlino apparteneva al Principato degli Appiani. Tra questi, una ciotola a fondo ribassato all’esterno, riporta la raffigurazione di un bambino appena nato, quasi completamente avvolto dalle fasce, che potrebbe indicare l’appartenenza dell’oggetto ad un “corredo da parto”.

Un vero e proprio tesoretto costituito da cento monete d’oro databili al XV secolo, rinvenuto all’interno di un vaso nascosto in una nicchia della chiesa castellana, indicata dalle fonti come pieve di Santa Maria. Le monete riportano il conio di otto zecche, italiane e straniere: Siena, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Roma, Milano e Ungheria.

Le medaglie votive rinvenute nell’area cimiteriale della chiesa castellana risalgono al XVII secolo e sono in bronzo ed ottone. Su di esse è possibile riconoscere l’immagine dei Santi a cui era rivolta la devozione dei fedeli. Tra queste spicca in due esemplari la bellissima effigie della Madonna di Loreto.

Gli anelli rinvenuti nelle sepolture della chiesa castellana, risalenti a un periodo compreso tra XVI-XVII secolo, sono molti e ognuno di questi racconta una storia. Anelli in bronzo con castone rilevato e tracce del rivestimento in oro; anelli in bronzo con le mani giunte incise; bellissimi anelli in oro, finemente lavorati ed uno con incisione della dedica A Pavola la bella che ha superato indenne il passare dei secoli.

I Musei di Scarlino tra reperti, anfore e tesori del territorio. Scopri in anteprima gli eventi e le attività.

Orari Musei

Aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 16:00 – 19:00

Indirizzi Musei di Scarlino

MAPS: 58020 Puntone GR
CDT: Via Della Rocca
Rocca Pisana di Scarlino: 58020 Scarlino GR