Museo Archeologico di Portus Scabris

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MUSEO ARCHEOLOGICO DI PORTUS SCABRIS

Il Museo del Portus Scabris raccoglie i reperti emersi durante gli scavi subacquei effettuati in occasione della costruzione del porto turistico “Marina di Scarlino”, nella rada di Portiglioni. Una scoperta di grande importanza perché fornisce la prova materiale che in questi luoghi si trovava il Portus Scabris di cui parlano le fonti antiche. Le indagini subacquee hanno consentito di recuperare una notevole quantità di reperti archeologici, accumulatisi sul fondale dell’antico scalo a mare.

L’allestimento del museo propone una ricostruzione della vita dello scalo e i traffici commerciali in cui era inserito il territorio, attraverso i reperti archeologici che il mare ha custodito per secoli e che oggi raccontano la loro storia e la nostra.

La Storia del Museo

Gli scavi archeologici subacquei condotti nel 2000 e 2001, durante la realizzazione del porto turistico “Marina di Scarlino” nella rada di Portiglioni, hanno rivelato che l’insenatura è stata intensamente frequentata da navi mercantili a partire almeno dalla fine del III secolo a.C. Quest’area costitutiva lo scalo a mare di un sistema portuale più ampio che comprendeva anche un grande lago salato, comunicante con il mare e per buona parte navigabile. Al suo interno, all’occorrenza, le navi potevano trovare riparo. L’estensione del lago si è progressivamente ridotta nel corso dei secoli ed oggi, a seguito delle bonifiche effettuate a più riprese tra ‘800 e prima metà del ‘900, la zona si presenta come un’area umida attraversata da una rete di canali, denominata “Padule di Scarlino”, un’area protetta di rilevanza naturalistica internazionale.

L’edificio che ospita il Museo era un Casello idraulico dei primi del ‘900, affacciato sul padule, adibito alla regolazione dei flussi d’acqua tra il Padule e il mare mediante chiuse. Il percorso espositivo è un invito ad immergersi nel passato di questo territorio accompagnati dal lavoro di scavo e documentazione dell’archeologo subacqueo per comprendere come opera e quali strumenti usa.

Le Sale del Museo

Il percorso museale si apre con grandi disegni ricostruttivi che mostrano al visitatore come doveva presentarsi il paesaggio del golfo di Follonica, intorno al II secolo a.C., caratterizzato dalla presenza dell'ampia laguna e del Portus Scabris. Pannelli illustrativi descrivono i fattori determinanti per la scelta del luogo in cui impiantare il porto e quali attività abbiano permesso la formazione del consistente deposito di reperti, oggi conservati all'interno del museo, riportati alla luce dagli archeologi subacquei.

Una grande carta tematica introduce al visitatore il tema dei ricchi giacimenti minerari dell’Isola d’Elba e delle Colline Metallifere, fondamentali per lo sviluppo delle attività metallurgiche e il popolamento del territorio costiero sottoposto all'influenza di Populonia, di cui faceva parte anche Portus Scabris. Sul lato sinistro della sala, pannelli illustrativi descrivono il processo produttivo nelle fornaci del minerale per ottenere pani di ferro forgiabile, da cui, con un'ultima lavorazione, prendeva forma l'oggetto finito. La grande carta sul lato destro mostra i principali circuiti commerciali transmarini in cui erano inseriti la città di Populonia e l'antico Portus Scabris. Qui attraccavano navi cariche di merci, vasellame di pregio e minerale per rifornire gli impianti di lavorazione del ferro, che si trovavano sul cordone sabbioso tra la laguna e il mare. Quando Populonia e il suo territorio passarono nell’orbita di Roma, gli impianti furono potenziati fino a diventare un vero e proprio quartiere industriale, finché, alla fine del I secolo a.C., con la crisi della siderurgia, l’agricoltura divenne la principale risorsa del territorio.

In questa sala i reperti emersi dallo scavo subacqueo nelle acque di Portiglioni raccontano la storia dell'antico porto attraverso i secoli. Si tratta di una notevole quantità di materiale, oggetti vari caduti accidentalmente in mare durante le operazioni di carico e scarico; anfore e vasellame da mensa (come le tipiche ceramiche a vernice nera della fine del III secolo a.C., e le terre sigillate di colore rosso di I secolo a.C.) danneggiati durante la navigazione, gettati in acqua di proposito per pulire la stiva, frammenti di oggetti in vetro, ceramica di età medievale, moderna e del XX secolo. L'esposizione, arricchita da pannelli descrittivi, segue un ordine cronologico, dalla fine del III secolo a.C. fino alle testimonianze della frequentazione del porto per le attività legate al trasporto della pirite, utilizzata per ricavare acido solforico. La pirite veniva estratta nelle miniere del retroterra, trasportata su teleferica fino al pilone di carico in mare aperto e qui caricata sulle navi.

La quarta sala è dedicata all’organizzazione dello spazio all'interno delle navi mercantili in epoca romana. I pannelli descrivono le parti di cui erano costituite, le dimensioni e le diverse capacità di trasporto; come era composto l'equipaggio, come venivano governate e con l'ausilio di quali attrezzature. Sul lato sinistro della sala si trova la ricostruzione della stiva di un'imbarcazione con il suo carico, composto da un gruppo omogeneo di anfore recuperate nei fondali di Portus Scabris e prodotte probabilmente in Campania tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C. Sul lato opposto della sala sono esposte ceramiche da cucina, come pentole, olle tegami, facenti parte della cambusa delle navi e gli strumenti in metallo che facevano parte delle attrezzature di bordo utili alla navigazione, come lo scandaglio in piombo.

Come procede uno scavo subacqueo? Questa sala racconta i metodi di indagine archeologica subacquea attraverso la ricostruzione dello scavo condotto dal Nucleo Operativo Subacqueo della Soprintendenza tra il 2000 e il 2001, in particolare dell’area corrispondente allo scalo marittimo, denominata “Sito B”, dove oggi si trova la “Marina di Scarlino”.

Sono inoltre esposti i reperti delle fasi più antiche, e meglio documentate, riferibili alla media e tarda età repubblicana (III-I secolo a.C.) di cui sono emerse consistenti tracce che testimoniano l’intensa frequentazione del porto nell’antichità, quando marinai, facchini e mercanti erano impegnati nella movimentazione del minerale ferroso e delle merci sulle navi. La visita si conclude con un video che raccoglie i momenti salienti e le scoperte più significative avvenute durante lo scavo subacqueo.

10 cose da non perdere

all'interno del maps

1.Le Anfore e i Bolli
2. I Piatti in ceramica a vernice nera
3. Piatti e coppe in ceramica Italica
4. Una piccola olpe rinvenuta integra sul fondo del mare
5. Lo scandaglio in piombo e gli strumenti di bordo
6. La cambusa del marinaio
7. Un carico di vino campano
8. Tecniche di archeologia subacquea
9. Uno sguardo diverso sul padule di Scarlino
10. Il Portus Scabris e la laguna di Scarlino

I Musei di Scarlino tra reperti, anfore e tesori del territorio. Scopri in anteprima gli eventi e le attività.

Orari Musei

Aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 16:00 – 19:00

Indirizzi Musei di Scarlino

MAPS: 58020 Puntone GR
CDT: Via Della Rocca
Rocca Pisana di Scarlino: 58020 Scarlino GR