Rocca Pisana

La Storia
della Rocca Pisana

L’area del pianoro sommitale del colle di Scarlino, elevata e difesa dai ripidi versanti, ha sempre rappresentato un punto di grande importanza nella lunga storia di questo centro abitato.

La sua posizione naturalmente difesa a controllo della costa e della pianura sottostante, occupata in antico da un lago salmastro, ne ha favorito la scelta come sede abitativa o strategica. Attualmente sul pianoro sommitale del colle sono visibili; la Rocca, parti della cinta muraria, i resti di edifici medievali e di una chiesa di piccole dimensioni, nata con la curtis feudale.

La maestosa Rocca è uno dei principali
luoghi della cultura di Scarlino.

Negli ultimi secoli ha perso la sua funzione di residenza e di fortificazione, divenendo prima cimitero della comunità, come testimoniano le lapidi ancora visibili sulle pareti del cortile interno, per trasformarsi ai giorni nostri in un suggestivo luogo di attrazione storico archeologica e teatro all’aperto. Come la vediamo oggi è il risultato della sistemazione architettonica quattrocentesca voluta dagli Appiani, signori di Piombino, sulla precedente fortezza pisana. Ma le indagini archeologiche condotte negli anni ‘70 e ‘80 del Novecento dall’Università di Siena, con la
direzione di Riccardo Francovich, hanno permesso di raccontare la storia del colle di
Scarlino…lunga oltre trenta secoli.

Le più antiche tracce di presenza umana sul colle di Scarlino, individuate dagli archeologi nel giardino interno della Rocca, risalgono alla tarda età del Bronzo, e sono attestate dai resti di un piccolo villaggio con capanne di legno e locali per la conservazione degli alimenti. Villaggi come questo dovevano sorgere anche su altre colline del territorio e nei pressi del Puntone, dove è stato scoperto un centro della stessa epoca destinato alla produzione del sale. Una nuova fase di frequentazione è documentata in età etrusca, quando sotto l'influenza della città di Vetulonia, che tra VIII e VII secolo a.C. raggiunse la sua piena affermazione, tutto il territorio costiero visse una fase di ripopolamento, che portò alla nascita di piccoli nuclei rurali. Sulla collina di Scarlino si trovano le tracce di uno di questi piccoli centri, chiaramente collegato alla lavorazione del minerale ferroso dell’Isola d’Elba. Tra V e IV secolo a.C., con la crisi di Vetulonia, la progressiva affermazione della vicina città di Populonia e la crescente minaccia di espansione da parte di Roma, si verificarono importanti cambiamenti nell’area costiera. Sono di questo periodo i resti di un’imponente fortezza
tardo-etrusca (IV-III secolo a.C.) costituita da una serie di ambienti rettangolari con pozzetti e vasche per lo stoccaggio di liquidi e alimenti e da un possente muro di cinta per la loro difesa. Ancora oggi, è possibile vedere i resti dell’imponente muro difensivo, utilizzati come fondazione per le successive strutture di età medievale.
In seguito alla romanizzazione dell’Etruria, la fortezza di Scarlino, come altre simili nell’area costiera, perse la sua funzione difensiva e venne lentamente disabitata a favore della pianura sottostante. E’ questo il periodo delle grandi villae, vere e proprie aziende agricole, distribuite soprattutto in pianura, intorno all’antico lago e lungo la costa, nei pressi del Portus Scabris, presso il Puntone.

Il ritorno sulla collina avvenne all'alba del Medioevo, quando sulla sommità fu costruito un nuovo
villaggio di capanne.
A partire dal IX secolo, sorse il nuovo centro curtense, primo nucleo feudale dotato di abitazioni,
magazzini e di una chiesa, che darà origine al primo castello di Scarlino. E’ probabilmente questo,
il centro a cui fa riferimento il documento del 973 che cita per la prima volta Scarlino, tra le corti e
i castelli della famiglia degli Aldobrandeschi in Maremma.
Tra il XII e XIII secolo avvenne l’affermazione di Scarlino come centro signorile del territorio, fu
dotato di un cassero e di una nuova cinta muraria, di una nuova chiesa, di due grandi edifici in
pietra esterni alla rocca, i cui muri sono ancora visibili tra gli ulivi del parco.

Nel 1275 Pisa, con lo scopo di rafforzare il controllo della costa maremmana, sottomise Scarlino.
Si assistette allora ad una completa ristrutturazione del castello: tutte le strutture romaniche
furono abbattute e il pianoro fu livellato. Alla base di questo intervento era un preciso progetto
costruttivo, finalizzato all’edificazione della Rocca, a base pentagonale e dotata di tre torri, che si
concluderà agli inizi del XIV secolo. Fu allargata anche la cinta muraria che andò così a
comprendere tutto il borgo.
La fortezza militare pisana rimase in funzione fino al febbraio del 1399, quando Gherardo Appiani,
venduta la città di Pisa ai Visconti di Milano, si ritagliò un piccolo ma importante dominio nel
quale fondò lo Stato di Piombino, del quale facevano parte, oltre a Scarlino e la capitale
Piombino, l’Isola d’Elba, Suvereto, Buriano e la Badia al Fango nel territorio di Castiglione della
Pescaia.
Sotto gli Appiani, la Rocca subì ulteriori ristrutturazioni: fu aggiunto il rivellino, ovvero una
seconda cinta muraria intorno alla facciata principale, essenziale per resistere ad eventuali attacchi
con le artiglierie, e fu scavato un profondo fossato per dividere il pianoro. A partire dal XV secolo
non vi fu più alcun intervento edilizio permanente: la spianata fu utilizzata come area all’aperto e
tenuta il più possibile sgombra per motivi difensivi.

Nell'area sommitale del colle, sono ancora ben visibili i resti di una piccola chiesa. Si tratta di due
diverse absidi ricostruite nei secoli, l'una altomedievale e l'altra romanica, e dei muri in pietra della stalla e del fienile. Lo scavo archeologico di quest'area ha portato al ritrovamento del “Tesoro di Scarlino”, conservato al CDT Francovich, che permette oggi di raccontare le vicende
storiche dell'antica chiesa castellana. Sappiamo che questo fu il primo edificio in muratura costruito all’interno di un insediamento di case in legno e terra intorno al IX-X secolo. Era una piccola chiesa ad una sola navata,
probabilmente destinata ad uso privato signorile, decorata in parte con affreschi, come testimoniano numerosi frammenti di intonaco dipinto rinvenuti a terra nell’area dell’abside.
Nel XII secolo, quando anche gli altri edifici del castello furono ricostruiti in stile romanico, la chiesa fu riedificata con l’abside più ampia e la navata di maggiori dimensioni. Nelle sue immediate vicinanze erano un battistero ed un cimitero, testimonianze della nuova funzione della
chiesa del castello per la comunità di Scarlino. Si tratta probabilmente della Pieve di S. Maria di
Scarlino che le fonti documentarie attestano alla fine del XIII secolo, quando Scarlino si trova sotto
il controllo della città di Pisa. Una nuova trasformazione investì la struttura nel XV secolo, con la Signoria degli Appiani e la fasedi ricostruzione che interessò tutta l’area del castello. Il nuovo edificio è adesso a pianta rettangolare senza abside con una zona cimiteriale pavimentata in pietra. Al precedente battistero vengono aggiunte una sacrestia, una canonica ed ambienti ad uso di stalla. In questa grande risistemazione, rientra anche la nuova decorazione dell’aula, con affreschi e stucchi, databili tra la
fine del XIV ed il XV secolo. Non conosciamo la qualità di queste decorazioni, ma sappiamo che in questo periodo furono realizzati vari affreschi nelle chiese scarlinesi, tra cui quelli splendidi di scuola senese scoperti nel vicino oratorio di Santa Croce. La ricchezza di questo periodo è testimoniata anche dal ritrovamento del tesoro di 100 monete d’oro, nascosto intorno nel muro della nuova chiesa.

10 Cose da non perdere

Edificato inglobando la Torre e il Palazzo dei Tavanti ospita le magistrature comunali fin dal Duecento. Presenta pianta ad L e si sviluppa su 4 livelli. Le pareti esterne sono interamente rivestite in pietra; la facciata principale presenta un doppio portale d’ingresso con doppio arco a tutto sesto sormontato dallo stemma del Comune, mentre sull’angolo destro della
facciata è posto lo stemma degli Appiani. Nell’atrio si conservano la grande campana del campanile della chiesa di San Martino del 1340 e l’affresco della Madonna in gloria col Bambino e con i Santi Michele Arcangelo e Andrea Apostolo.

L’attestazione più antica di questo imponente palazzo risale al XIII secolo, come proprietà di Ildebrandino XI Aldobrandeschi, detto il Conte Rosso, che nel 1277 lo vendette a Pisa. Nel 1399 passò agli Appiani che lo utilizzarono come propria residenza. Nel corso dei secoli ha subito vari restauri: attualmente ospita fondi commerciali, case private e la sede di una banca.

Nei pressi dell’antica Pieve di Santa Maria, si trova l’oratorio di Santa Croce. La sua fondazione risale al XIII secolo, dopo essere appartenuto alla Confraternita della Santa
Croce, è oggi una privata abitazione. Nel 2017, durante il restauro di una parete interna dell’antico oratorio, è riemerso un bellissimo affresco con Crocifissione che per l’elevata qualità pittorica è attribuibile alla scuola senese della metà del Quattrocento.

Aperta sul lato ovest di Scarlino, lungo la cinta muraria che difende il versante a mare del borgo, fu costruita nel XIV secolo sotto il dominio di Pisa, come conferma l’iscrizione conservata ancora leggibile sul lato esterno della porta.

Si apre lungo il lato orientale della cinta muraria di Scarlino. Costruita nel 1255, come ricorda la lapide inserita sul lato destro della porta, è composta da un arco a tutto sesto, interamente realizzato in pietra, che si imposta su stipiti ancora ben conservati. La tradizione ricorda come nel 1379 gli abitanti di Scarlino schieratisi davanti a questa porta impedirono il passaggio dell’imperatore Carlo V di Boemia, mal voluto a causa dell’eccessiva imposizione fiscale.

Di questa bellissima struttura, attualmente sede parrocchiale, si hanno notizie a partire dal XII secolo, quale sede del priore. Successivamente passò di proprietà all’Ordine
Agostiniano che nel XIV secolo ne fece un convento. La chiesa ha pianta a croce latina e facciata a capanna. All’interno sono racchiuse opere pittoriche del XV-XVI secolo e un monumento funebre in marmo realizzato dallo scultore fiorentino Andrea Guardi per Vanni ed Emanuele Appiani, figli di Jacopo III, morti nel 1447. L’edificio ha subito varie ristrutturazioni e rifacimenti a partire dal XV.

Situata nei pressi del palazzo comunale, risale al XIII secolo ma il suo aspetto attuale è frutto di vari rifacimenti avvenuti nel corso dei secoli. Sull’altare di sinistra si trova un affresco ottocentesco mentre su quello centrale è posta l’arca di vetro con il Cristo morto portata in processione nel 1855 per scongiurare la fine dell’epidemia di colera. A memoria di questo episodio, dal 1856 la comunità il 19 agosto di ogni anno ne celebra il ricordo con manifestazioni folkloristiche e religiose.

Sull’angolo destro del Palazzo pretorio è conservato lo stemma degli Appiani spaccato e inquartato con quello degli Aragona, sormontato da una corona a 5 punte. Fu Jacopo III Appiani nel 1465 ad ottenere dal Re di Napoli il privilegio di associare il proprio cognome a quello degli Aragona e di poter unire gli stemmi delle due famiglie.

Sulla sommità di un colle all’interno delle Bandite di Scarlino, si trovano i resti del convento francescano di Monte di Muro, la cui fondazione risale al XIV secolo. Dal 1420 il
convento accolse i seguaci del Beato Tommaso di Scarlino (o da Firenze) e successivamente passò agli Osservanti di San Bernardino, per essere definitivamente abbandonato e trasformato in casa colonica agli inizi dell’Ottocento.

Sul versante orientale del colle di Scarlino a poca distanza dalla porta senese si trovano i ruderi del convento della Madonna degli Angeli, la cui costruzione risale al XVI secolo per volontà di Isabella Mendoza, moglie di Alessandro Appiani. Successivamente divennesede dei frati eremitani di Sant’Agostino che fino a quel momento avevano officiato nel convento della Chiesa di San Donato. La struttura inglobava due “spedali” del XIII secolo, che avevano la funzione di ospitare viandanti e pellegrini di passaggio a Scarlino. Già nella prima metà del XIX secolo risultava abbandonata.

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Orari Musei

Aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 16:00 – 19:00

Indirizzi Musei di Scarlino

MAPS: 58020 Puntone GR
CDT: Via Della Rocca
Rocca Pisana di Scarlino: 58020 Scarlino GR